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18 novembre 2006

Ingegneria del post

Scriverò un post sullo scrivere i post. Penso ad Eco che ci insegna a redarre tesi di laurea (potrebbe scrivere un manuale del tipo "Come si fa un post") oppure a Calvino che analizza in lungo e in largo come si legge un libro nel suo "Se una notte d'inverno..."
Certo non mi paragono a questi due mostri sacri della letteratura italiana, io non posso neppure permettermi di potergli tagliare le unghie dei piedi, anzi dovrei baciare quel centimetro quadrato dove le loro unghie dei piedi schizzano dopo essere state tagliate. Da un certo punto di vista è poetico pensare ad un intellettuale come Eco che pota l'alluce, magari appoggiando il piedone sul lavandino e dando una bella annusata pure e pensare che la stessa persona poi ti scrive "Il nome della rosa". Un po' più macabro è pensare a Calvino che fa lo stesso, anche e soprattutto perchè come ben sappiamo, Calvino è caput, andato. Però sicuramente se le tagliava anche lui, a meno che non fosse come quegli indù che fanno il voto di non tagliarsi la barba, ma con le unghie dei piedi al posto della barba. Una volta ho visto un documentario girato in India in cui uno stregone aveva fatto il voto di tenere sempre il braccio alzato verso l'alto. Al momento dell'intervista con quello della TV erano non so quanti anni che questo qui viveva col braccio alzato, ed era pieno di muschi e licheni, senza contare che le croste avevano raggiunto spessori da parquet di gran lusso...
Insomma dicevo, scrivere i post. Anzi posts, è inglese. O meglio scrivere un post oggi. Movente, unico: la mancanza di post da un mese e mezzo. La voglia di scrivere qualcosa è forte, il qualcosa da scrivere per soddisfare questa voglia è assente o quasi, ed è per questo che sta venendo fuori questa schifezza in cui parlo di unghie dei piedi e di croste. Però voglio scrivere qualcosa, ed il modo migliore per non andare avanti altri due mesi a lasciare bianco questo foglio virtuale è forzarsi a buttare giù qualche riga. Cercavo anche qualcosa di originale, niente lamentele o considerazioni sul mondo, troppo frequenti e scontate, certo che però non è facile, occorrerebbe più creatività, dote di cui ho sempre sentito la mancanza. Scrivere un post senza avere argomenti però è in un certo senso creativo, forse lo sto diventando allora, madò lo spazio che sto prendendo per non dire nulla. Diciamo che sto contando le righe che mi separano da una lunghezza accettabile del post alla quale devo arrivare per considerarmi soddisfatto, diciamo 30? Essendo questo un nuovo inizio dopo qualche tempo non sto pretendendo molto da me stesso; si sa, il primo passo per un riinizio non deve puntare troppo in alto. Un obiettivo troppo ambizioso non lo raggiungi dopo troppa inattività, qualunque cosa sia quella che stai facendo.
Lo stesso discorso lo sto facendo per gli esami della specialistica, utilizzo i primi esami come rodaggio per i successivi, maggior velocità e voti più bassi. La macchina deve rimettersi in moto, non si può pretendere quantità e qualità contemporaneamente, bisogna fare delle rinunce, ed io non rinuncio alla quantità in questo momento, per la qualità c'è tempo. Considerate questo come una forzatura fatta in vista di posts migliori, arriveranno promesso.
Notte




permalink | inviato da il 18/11/2006 alle 23:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


 

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